Crescono ai margini delle strade, colonizzano i bordi dei fiumi, si arrampicano sugli alberi autoctoni soffocandoli lentamente. Le piante aliene invasive stanno silenziosamente ridisegnando il volto dei nostri paesaggi naturali, sostituendo specie che hanno abitato questi territori per millenni con vegetazione esotica aggressiva e difficile da contenere.
In questo incontro ci concentreremo specificatamente sulle invasioni vegetali: scopriremo quali piante rappresentano le minacce più serie per la flora italiana ed europea, impareremo a riconoscerle sul campo e comprenderemo i meccanismi ecologici che le rendono così competitive rispetto alle specie native.
Esamineremo i vettori di introduzione: molte di queste piante sono arrivate come ornamentali per giardini, altre come colture agricole sperimentali, altre ancora mescolate a sementi o trasportate accidentalmente. Capiremo come caratteristiche apparentemente innocue – crescita rapida, abbondante produzione di semi, tolleranza agli stress ambientali – diventino armi di conquista ecologica in assenza dei naturali antagonisti delle zone d'origine.
Approfondiremo gli impatti ecologici: riduzione della biodiversità vegetale, alterazione dei cicli dei nutrienti, modificazione della struttura degli habitat, impoverimento delle risorse per la fauna nativa, aumento del rischio di incendi (alcune specie come l'ailanto sono altamente infiammabili). Discuteremo anche gli impatti economici su agricoltura, infrastrutture e salute pubblica.
Dedicheremo particolare attenzione alle strategie di gestione e contenimento: dal riconoscimento precoce all'estirpazione manuale, dall'uso controllato di erbicidi al controllo biologico con insetti specializzati, fino alle tecniche di restauro ecologico per ripristinare la vegetazione autoctona. Vedremo esempi di progetti di citizen science dove i cittadini aiutano a mappare e monitorare le invasioni.
Un percorso formativo pratico e scientifico per trasformare ogni partecipante in una sentinella consapevole del territorio, capace di riconoscere questi conquistatori verdi e contribuire attivamente alla loro gestione. Perché proteggere la nostra flora nativa significa preservare l'identità ecologica e paesaggistica che ci appartiene.
30 Marzo dalle 20.00 alle 22.00 su zoom
per partecipare è necessario essere soci dell’associazione per il 2026
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wildmoonaps@gmail.com